Scheda del CD

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PAGLIARA ENZA
Frunte De Luna

Etichetta:  Animamundi Edizioni
Genere:  ETNICA
Anno:  2009

Musicisti:

Enza Pagliara
Claudia De Ventura
Raffaella Aprile
Uccio Aloisi
Pietro Orlando
Ada Pasca
Sofia Giordani Pagliara
Annunziata Pagliara
Fernanda Fiorentino
Franchina Lorfei
Francesco Miglietta

Antongiulio Galeandro
Gianluca Longo
Redi Hasa
Adolfo La Volpe
Giuseppe Spedicato
Antonio Esperti
Attilio Turrisi
Valerio Daniele
Vito De Lorenzi
Giancarlo Paglialunga
Claudio Pusteria
Laura Nascosto


CD 15.00 Euro ORDINA
 
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 Galatone
 È Stato Il Vento
 Pizzicatila
 Malachianta
 Quandu Eri Tie Piccinina
 Vole e Vole
 Pizzica Di Torchiarolo
 Cu Ti Lu Dissi
 Frunte De Luna
 L'Aria De Lu Trainu
 Fior Di Tutti i Fiori
 Aquila Bella
 Cori Uniti
 Feritë Feritë
 Quantu Mi Pari Bella

Come una memoria. Un desiderio. Un sospiro. Come un pulsare dì vene. Una brezza di mare. Un improvviso tremore. Come un soffio. Un colore di nube. Un antico dolore. Come un lamento di Orfeo o un grido dì gìubilo, uno sbuffo di malumore. Come un gemito, un'armonia, una seduzione. Come uno scroscio, come un sussurro, una vibrazione che si spande nell'aria, si trasforma in un sibilo, diventa energia, si fa metafora dell'incorporeità, eco ancestrale, vaporosa fantasia, risonanza dell'origine, sirena ambigua, tentatrice, desiderante figura di Eros, un'avventura incontro all'infinito. Dice il mito narrato da Ovidio che Eco, la ninfa, dissipò il suo corpo per un amore negato e diventò voce essenziale, solo un filo di voce che proveniva da un tempo senza tempo e oltrepassava il tempo, perchè "44 sonus est, qui vivit in illa". Così è la voce di Enza. Poi in questa voce c'è la terra: le ferite della storia, la dolcezza delle passioni, l'orgoglio stupendo delle illusioni, il bruciore di tutte le occasioni perdute; c'è la pizzica che ossessiona, o che guarisce, o che arrovella. In questa voce ci sono le paure e gli stupori. Ci sono le fedi e le superstizioni. Il canto del carrettiere che resuscita l'infanzia. La malinconia struggente per un perduto amore. Il disprezzo per amanti senza onore. In questa voce ci sono gli angeli e i demoni delle solitudini, le scarne mitologie in cui si radica il presente, l'atternarsi di fortune e di sfortune, le rabbie, l'arsura, le fatiche, il guizzo di inconsapevoli utopie. C'è la terra che urla e che tace. Che rumina pazienza. Che impazzisce per amore. Che impasta parole in faccia alla luna. Che patisce, poi si affranca, si ribella. In questa voce ci sono i racconti delle buone e delle cattive stagioni, i sentimenti trattenuti dentro come si trattiene il fiato per la meraviglia o lo spavento, ci sono i sortilegi custoditi da occhi silenzionsi, gli odori delle cose consumate, i colori di quelle ancora vive, la leggerezza di fiabe sonnolente, la pesantezza di secoli di destini. Netta voce di Enza c'è questo. C'è un'esperienza della terra che si fa modulazione. Aria dentro l'aria. Respiro. ANTONIO ERRICO

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