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LAY RICCARDO QUARTETTO
Frammenti Etichetta: Il Manifesto Genere: JAZZ Anno: 2001 Musicisti: Gavino Murgia Fabrizio Sferra Riccardo Lay Nico Casu CD 10.00 Euro ORDINA |
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Frammenti, intesi come pezzi di una vita, musica spesa nella ricerca di unimmagine forte e coerente come Riccardo Lay. Un ponte tra la Sardegna ed il Jazz, unisola di tradizioni millenarie ed un linguaggio musicale che da essa va nel futuro. Circa trentanni di musica raccolti in alcuni brani sono solo alcuni Frammenti di quello che Riccardo è capace di raccontare, dai campanacci dei Mammuthones, con il sulittu (flauto) e con le Voci che nel Ballo si mescolano agli strumenti moderni, passaggio obbligatorio tra passato e futuro. Una musica che a parecchi può ricordare che Chicago è in Barbagia, o il contrario, e non è un caso che lisola e questa grande città siano dominate dal vento. Il Vento come elemento essenziale per rompere il silenzio, il suo fischio, il suo suono frusciante in mezzo alla macchia; anche violento a piegare le quercie. Il Vento che trasporta il suono di una musica che lascia lisola per approdare in altri lidi per poi tornare trasformata, carica di nuovi significati. Armonici, Ballo, Gobbura, tradizione non come spunto per lelaborazione di musiche già sentite, ma altri frammenti, da aggiungere, da mettere insieme, per capire che questa è una musica in evoluzione. Chi conosce Riccardo Lay conosce anche la sua July, un brano vestito di nuovo, che rinasce anche grazie a Gavino Murgia e a Nico Casu che con Fabrizio Sferra, lhanno aiutato a cucire labito della festa a tutti questi frammenti. Probabilmente questa nuova formazione e certi passati recenti hanno contribuito a dare a questi Frammenti di Riccardo Lay una veste dove sintravedono modelli di Mingus, ma specialmente colori e forme dellArt Ensemble Chicagoana di Lester Bowie. Non mi meraviglerebbe che Riccardo abbia voluto ricordare Lester con questi Frammenti, senza clamori, con Armonici trasportati dal vento. E strano pensare ad un amico che se nè andato, che tha lasciato sulla pelle e nel cervello le stesse sensazione che thanno fatto crescere, come i campanacci delle sfilate, le voci dei tenores, le launeddas del ballo! La vecchia tradizione e ieri, due frammenti di un programma musicale, vissuto con grande forza e coerenza, perché la vita continua; spero di non essere solo ad avere queste sensazioni. Isio Saba |
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